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mercoledì 9 dicembre 2015

SONO NARCISISTA E ME NE VANTO...o forse no?


Io sono al centro.
Intendo al centro del mio mondo e di quello degli altri. Tutti mi amano, tutti mi stimano. O meglio: lo vorrei, perché è questo che mi fa stare bene. Per me l’attenzione degli altri è come la benzina per un’automobile: senza non vado da nessuna parte. Purtroppo la benzina mi finisce presto e così ho sempre questo bisogno costante di avere attorno persone che mi dicono quanto sono in gamba, quanto sono intelligente e cose simili. Ebbene sì, sono un narcisista. Ma c’è poco da stare allegri.

Narcisista io?
Del resto io sono speciale, ho stile, so parlare, valgo più delle persone di cui mi circondo. Sì, sono una spanna sopra gli altri e per loro stare con me è un onore e un privilegio. Forse non sono umile, ma un difetto bisogna pur averlo! A volte mi dicono arrogante. Secondo me però sono solo invidiosi, perché vorrebbero essere come me. Sì, sono dei mediocri: è questa la verità. Che colpa ne ho se sono il migliore?
Mi rimproverano che non mi preoccupo molto di quello che gli altri intorno a me desiderano o pensano. Mi dicono che sono insensibile e che penso solo a me. Secondo me ciascuno deve badare a se stesso e io non sono certo a disposizione delle altre persone. Mica faccio beneficenza! E se aiuto qualcuno, poi ritengo giusto che mi si ricambi con amore e fedeltà a oltranza. Quanto ad amare a mia volta, questa è un’altra faccenda.
Ho avuto molte donne, spesso più storie parallele, perché le emozioni è meglio averle a piccole dosi. Forse non ho mai amato nessuna. Cosa vuol dire poi amare?
Quando la sera torno a casa e non trovo nessuno contento del mio arrivo, allora mi sento male, mi sento un guscio vuoto. Penso con dolore che questa solitudine sia ciò che merito.
Ma è un pensiero che dura un attimo appena. Poi passa e torno vincitore. Io sono un figo, splendido e splendente. Senza gli altri però io non ne sono più così sicuro. Senza gli altri io non so chi sono, ma questa è una cosa che non posso dire a nessuno. Non voglio che pensino che sono la persona debole e mediocre che ho il terrore di essere. Show must go on!

Fonte: http://www.quipsicologia.it/sono-narcisista-e-me-ne-vanto-o-forse-no/


mercoledì 2 dicembre 2015

Dire di no agli “altri” ci permette di dire di si a noi stessi.



Sono  cresciuta con la convinzione che per stare bene e per sentirsi sempre soddisfatti della propria vita avessi bisogno dei continui apprezzamenti degli altri, di una comitiva numerosa di amici, di popolarità, di cene di famiglia piene di parenti, e per far fede a tutte queste convinzioni mi sono sempre trovata in situazioni in cui ad esempio dicevo di si ad un’amica per uscita quando magari in quel momento avevo solo voglia di stare a casa sotto il piumone a leggere un libro. Poi con il passare del tempo sono cresciuta e pian piano sono arrivata alla consapevolezza che per potere essere più serena e felice in primo luogo dovevo ascoltare me stessa, dovevo amare me stessa. Sto imparando anche a capire che è più importante trovare il contatto con la mia vita interiore per poter anche migliorare la relazione con l’altro. Qualcuno potrebbe confondere questo atteggiamento con una forma di egoismo, ma se una persona non riesce ad avere un buon contatto con la propria intimità e una buona stima di sè, quello che potrà donare all’altro non sarà carico di negatività? Le basi sulle quale il rapporto andrebbe a fondarsi non sarebbero troppo fragili? Non potremmo mai dare all’altro qualcosa di positivo, se in primis non siamo noi a provare per noi stessi qualcosa di positivo.
Lo psicoanalista Erich Fromm nel suo libro “ L’arte di Amare” ci dice come egoismo e amore per se stessi non siano affatto la stessa cosa. L’egoista non ama troppo se stesso, ma troppo poco. E nell’esempio di una madre troppo premurosa  potrebbe comprendersi questo concetto. Mentre lei crede di essere particolarmente attaccata al suo bambino, in realtà potrebbe avere una profonda, repressa ostilità per l'oggetto del proprio interesse. Potrebbe essere eccessivamente premurosa, non perché ami troppo il proprio figlio, ma perché deve compensare la sua incapacità di amarlo.
Dunque investire il proprio tempo sulla propria persona a mio avviso è la chiave per riuscire a vivere bene la propria vita, senza rinunciare a sé stessi e senza rinunciare agli altri. Nella mia esperienza personale credo che il percorso di crescita  non si esaurisca mai, poiché siamo esseri in continua evoluzione, e ho anche imparato che uno strumento valido per accompagnarci in questo cammino è un percorso terapeutico, perché in questo caso avere una guida mi appare come il miglior metodo per mettere in pratica la mia crescita personale.

Se posso dire a un altro “ti amo”, devo essere in grado di dire “amo tutti in te, amo il mondo attraverso te, amo in te anche me stesso”.
Erich Fromm

Dott.ssa Spallino Stefania

Laureata in Psicologia clinica e della salute e tirocinante presso la Obiettivo Famiglia Onlus